30 ottobre 2009

Mi sveglio con sogni bizzarri nella mente, vedo il mio matrimonio in una giornata piena di sole, una Chiesa di una città di campagna che non conosco, i miei genitori sono con me ed io indosso Converse nere, ho i capelli più lunghi e sono giovane..

..torno alla realtà subito dopo il latte della mattina, inforco la bici e passo veloce per il centro. Mi fermo in un bar mentre il freddo mi taglia la faccia, prendo un caffè e noto che accanto a me c'è F che mangia una brioches.. che bizzarro, mi sembra di tornare indietro di un anno, quando le nostre colazioni erano sempre insieme e non al bar, ma alla macchinetta dell'università prima di entrare in quel laboratorio. Il mio mentore con la valigia per tornare a casa nel week-end e le camice rovinate di metanolo.. chissà quante gliene ho fatte passare, chissà se mi vuole bene. Massì..

..esco dall'ufficio di quel grosso edificio in cui le porte mi sembrano tutte uguali e tutte grige, vado a sbattere contro E che non mi riconosce con i capelli tirati indietro ma che subito dopo mi accoglie subito dopo con un sorriso. E' in ritardo, è con il viso segnato dal sonno perchè è dovuta andare a ripescare il suo martelletto da medico che aveva lasciato in facoltà; non c'è tempo per un caffè insieme, sarebbe il secondo per me nel giro di nemmeno 15 minuti e forse è un bene che non ne beva ancora, spero di vederla questa sera..

..entro in laborario ed incontro L che mi ha portato le ultime foto fatte insieme, ci risalutiamo in spagnolo, lei torna a casa, al sole.. qua oggi c'è la nebbia..

..inizio a studiare, poi pausa caffè, eccolo il secondo delle mattinata che non mi risparmia, con i ragazzi tra discorsi bizzarri e chiavette che passano di mano mentre ci si offre la brodaglia delle macchinette gli uni con gli altri..

..telefono ad M e mi metto d'accordo per la serata, cena in centro per salutare un amico che ci è venuto a trovare da Roma, devo saltare il karate per questo ma va bene..

..esco a fare un giro con il walkman nelle orecchie (VNV-Nation) e sono sommersa da una pioggia gialla di foglie di alberi che sentono l'inverno più di me.. è bellissimo.. incontro A che corre veloce in bicicletta verso il lavoro, da quando ho memoria di lui lo vedo sempre in bici; mi sorride con quel suo simpatico viso e mi scappa da ridere pensando a quanti giri di punizione ci siamo fatti insieme a karate per il nostro stuzzicarci tra calci e pugni..

..rientro in laboratorio, M mi risponde al telefono ed io sorseggio la mia tisana mentre il sole fà capolino tra le foglie, sembro una pazza a girare per un cortile con una tazza in mano ma non me ne rendo conto subito..la mia mente in quetsi giorni fà scherzi strani, vorrei averne il pieno controllo.

..apro la borsa, ne estraggo una confezione che mi stupisco di non trovare impolverata da tanto tempo non la uso, non ne ricordavo più nemmeno il colore per la verità.

E' venerdì, inizia il week-end per fortuna ed io ho il telefono spento, senza batteria; per la verità la cosa non mi dispiace.

Ho voglia di cioccolata..

29 ottobre 2009

Tengo el lector de música con la música española y yo ahora canto: porque hoy ... hoy no se porque, pero voy a pasarmelo bien ... Voy a pasarmelo bien. Voy a pasármelo muy bien!
muchas gracias Lola!

28 ottobre 2009

Tovaglie color sabbia, sedie di legno, una buona bottiglia di vino bianco, quattro pizze (ottime pizze) di quelle sottili e croccanti cotte al forno e condite con svariati e bizzarri ingredienti, precedute ad un ottimo antipasto di mare e seguite da caffè e montenegro (sì con ghiaccio grazie).. è bastato poco infondo, se ci pensate bene, per mettere insieme quattro persone di nazionalità diverse che, tra uno spagnolo misto italiano, hanno condiviso una cena ed una parte della loro vita; ottima serata, davvero, ottima compagnia, spero di vederla ancora questa simpatica ragazza spagnola che per soli 30 giorni ha accompagnato le mie mattine in bicicletta verso il lavoro, che ha lasciato che sperimentassi con lei il mio pessimo spagnolo, con la quale mi sono scambiata ricette di cucina, sebbene io di cucina ne capisca poco. 30 giorni. Sono pochi, davvero..
..tornare a studiare su quel libro dalla copertina nera e sentirsi benissimo ad ogni pagina che ne viene sfogliata..
..spiegare che la vendetta è utile sì, ma verso nemici che siano alla nostra altezza.. fermare la rabbia perchè non serve, lo so, lo sai, per esperienza. Cicatrici..basta, certe emozioni sono chiuse in me, non sono per voi, scusetemi.
..osservare l'orologio che scorre in fretta sotto un cielo che inizia ad essere ghiacciato..
..scorgere lacrime, come se fossero un sogno..
..svegliarsi la mattina ed iniziare ad odiare così tanto la stupidità ed il vuoto da apprezzare il silenzio di una biblioteca..
..sentirsi mutilati in qualcosa, vivere nell'attesa di....
..ssssh, calma. L'odore sta mutando, forse è un buon segno.
E se non lo è comunque, io ti giuro, tornerai a riprendere quell'appendice che ora senti perduta per sempre..

..desidero che il Natale arrivi presto, mia zia mi ha messo l'emozione addosso per questa festa mentre la guardo prepararsi già ora tra fronzoli e ricette.. un albero ed una tavola imbadita. Mi piace..

..ma ora basta, devo studiare. Scusate.
Micheal, Huckel, Canizzaro.. amori miei, sono vostra.

26 ottobre 2009

Giornate intense, giornate impegnative, giornate di sole e di cucina. Cucina servita e preparata da mani prima esperte e poi inesperte, per gustare in entrambi casi piatti di altre culture. Prima con A (la A con la macchina scassata della quale sono innamorata, che per sbucare dalla salita del parcheggio sottorraneo ha bisogno di una spinta a mano, che rimane aperta quando non deve e che possiede un impianto audio fai-da-te; la A che mi ruba i libri universitari in cambio di bizzarri consigli sulla vita sentimentale; la A che mangia fino a scoppiare restando sempre magra e che ride, ride di gusto con me ogni volta che il nostro occhio si posa su abiti troppo eleganti per noi due), al ristorante giapponese, per farle amare tradizioni e spezie delle quali ancora non è del tutto rapita; poi con M (il quale mi devo ricordare di non sfidare mai in cucina perchè sono sicura vincerebbe lui.. e non che questo mi dispiaccia particolarmente) per il quale ho riempito la mia vecchia ed usurata borsa di spezie e pietanze (e pasticcini, ma quelli li ho comprati lo ammetto.. mi piace preparare la colazione forse perchè è la parte della giornata in cui preferisco mangiare) per improvvisarmi (con soddisfazione aggiungerei, perchè sebbene cucinare non sia entusiasmante come creare in un laboratorio ammetto che procura soddisfazione, sopratutto quando si vede che all'altra persona la pietanza piace) una pseudo cuoca, alla ricerca di ricette della zia tra tabasco, banane fritte e risate, tante risate. Soddisfatto il palato in entrambi i casi, ma sopratutto l'anima..

..ora penso ad altre ricette, ad altri sapori..
..M mi ha promesso il polipo, A i brezzel in cambio dei miei gamberi col tabasco..
..intanto domani sera esco con L, per una serata in lingua spagnola.

Ho ripreso a studiare.. mi ero persa un attimo ma ora ho ripreso. E' necessario, sì lo è.

22 ottobre 2009

Diffida delle persone che non sanno ridere davanti agli avvenimenti bizzarri della vita, che pensano al peggio ponendovi davanti un "se" affinchè sia giustificato il loro avere le labbra inclini al broncio piuttosto che ad un sorriso, che riescono sì a giudicare ma mai loro stessi, che pensano ad apparire e non ad essere..

..diffida da chi non riesce a ridere mai.

-Brava-

Questo mi dice questo l'uomo che indossa il kimono bianco, mentre mi guarda nelle movenze che cerco di rendere perfette ed affondo così tanto il calcio che quasi cado e lui mi sostiene. Soddisfazione. Adoro tirare i calci, renderli perfettui, come adoro i kata.

Guardo il compagno davanti a me, suda ed ha il viso contratto, le sue gambe sono rigide ed il petto si muove veloce affamato di aria ed è il mio specchio in quel momento, perchè sento le sue medesime sensazioni.. arriva la pace però, con la meditazione, mentre la voce del maestro si espande gradevole nell'aria ed io ripercorro mentalmente ogni movimento che ho eseguito in quell'allenamento.

-Se vi sentite soddisfatti appieno del vostro allenamento, se siete sicuri che avete dato tutto ed il vostro meglio, allora potete uscire di qua perchè avete capito tutto dal karate. Ma se anche solo avere un singolo e minimo dubbio, allora siete come me e dovete continuare ad allenarvi-

Parole preziose come perle che sento scivolare come una collana sulla pelle sudata.. dolce, dolcissima sensazione di pace quella del kimono sulla mia pelle.

Ritrovo me stessa..
..davvero, non sto esagerando credetemi..

..o no, non credetemi se volete.
Io so che è così.

21 ottobre 2009

Shakespeare in 30 minuti, esatti rapidi e netti.

30 minuti in cui ti ritrovi in una sala buia con sedie spartane e senza arredamento (perchè l'arredamento non serve, ingannerebbe solo l'occhio e la vista è il senso più falso e peggiore dei cinque che possediamo), al centro una luce che si apre rotonda sull'asta di un microfono, dal soffitto pendono delle luminarie come di Natale a forma di fragola (si accendono ad intermittenza come in un gioco a quiz ed è geniale, veramene geniale come idea) ed in fondo, quasi a far parte lui stesso dell'arredamento, un uomo che attende. Cosa? Il pubblico, naturalmente.. ma lui il pubblico in realtà non lo vede, lui recita per se stesso e poi per gli altri e quindi non ha importanza se la stanza è al buia, lui sente le presenze delle persone e gli basta questo per alzarsi con passo pesante (indossa catene) misurando a grandi passi la sala, scrutando quello che ha intorno. Poi inizia a parlare. Otello. Una storia che non conosco, o per lo meno solo in parte ed in modo rozzo, ma che parla di gelosia, ossessione, amore puro, una storia che in una serata come quella è azzeccata in pieno, come se l'avessero scelta e scritta apposta per noi, per noi tutti scusate.. un bel monologo di cui apprezzo sopratutto la frase "il nostro corpo è un giardino e noi ne siamo giardinieri"..

..è un'espressione magnifica per definire ciò che in effetti sia la nostra anima nei confronti del nostro involucro e mi domando: come sono ora le siepi, i fiori e le piante della mia coltivazione privata? Sono.. persi nell'entropia. Apro gli occhi e penso che sia giunta l'ora di prendere in mano le cesoie e mi prenda cura di esso, che sistemi i fiori appassiti perchè rimasti senz'acqua per troppo tempo, che le piante ricompongano in graziose forme i loro rami e che le siepi non intralcino il cammino ma l'accompagnino dolcemente. Desidero farlo, desidero curarlo. Un lavoro lungo dite voi? Ho pazienza, ve lo giuro. Uscire da un bizzarro momento della mia vita nel quale mi sono adagiata per troppo tempo, la stabilità è una mia costante ma la fermezza non la può essere sotto certi aspetti. La calma è una vigliaccheria per l'anima, non è forse quello che c'è scritto sulla mia tesi? Sì, ve lo dico io..

..ed io, vigliacca, non la sono mai stata.

nota d'autore: Inizio ad apprezzare la cucina, mangiarla e farla. Ma non ditelo a mia madre od a M, o non mi coccolerebbero più con le loro prelibatezze ;)

15 ottobre 2009

Esattamente dopo due mesi ho parlato con qualcuno di una situazione che tenevo dentro da un po’ di tempo. Una situazione ho detto? Mi correggo: una decisione. Una decisione che, se proprio vogliamo dirla tutta, è stata imposta. Non dagli altri o da cause di forza maggiore, ma da me stessa. È uscito così questo racconto, senza pensare troppo, chiusa nel calore di un ristorante dal bizzarro arredamento indiano nell’attesa di pietanze speziate mentre bevevo acqua e sentivo dolore ai muscoli delle gambe dopo il karate. Chi non avrebbe agito come me nella medesima situazione? Sì giusto, non ho spiegato la situazione e comunque anche dopo che l’avrò spiegata non vorrò né l’appoggio né la disapprovazione di nessuno, è solo un’informazione sui fatti questo, niente di più ed è semplice da riassumere, forse anche un po’ banale: ci sono persone che crescono e persone che non lo fanno, c’è chi considera importante un essere umano e chi un paio di scarpe, chi decide di essere generoso e chi avaro, chi asseconda una decisione e chi la impone senza fermarsi per ascoltare altre ragioni.. è la legge degli opposti, il bene ed il male, c’è chi prende una via e chi un’altra.. semplice. Chi giudicare la scelta fatta? Nessuno. Bisogna solo agire e, siccome io amo la scienza, credo che ad ogni azione corrisponda sempre una reazione uguale e contraria. Semplice anche questo non trovate? Bene. Ecco dunque: ho preso la mia scelta che sono convinta essere quella giusta per me. Ho lasciato indietro persone, diciamo così, che non mi hanno saputo (no no, voluto) capire, interessare a me, perché sono abituate a sedersi ed udire i suoni della voce, non ad ascoltare. Troppo teatrale come spiegazione? Sì in effetti un po’ sì, sono tragica nelle mie cose come mi dicono spesso le persone che mi conoscono; allora non mettiamola sul melodrammatico, mettiamola sulla semplicità: sono stata delusa e me ne sono andata. Come quando si prova un ristorante ed il cibo non piace, non ci si torna giusto? Ecco, è andata proprio così. La bontà (o meno) della pietanza non era al pari con il prezzo. Il ristorante di ieri comunque era buono, il cibo indiano mi piace, forse è un po’ speziato ed a tratti pesante ma trova degli accostamenti delicati che voglio riprovare con più calma. Certo il sushi rimane il migliore, ma sì anche che io sono fissata per l’oriente.

Altra scelta che ho fatto è sul cibo.. ma questo è un ragionamento ancora molto delicato da trattare, devo ancora pensarlo bene, ponderarlo e sentirlo mio. Quindi no, non direi che è una scelta, ma solo un’idea ancora. Sì, un’idea.
Non ne parlo dunque, non ancora.

Parlerò invece, e per ultima cosa anche perchè un po' sono sicura vi ho annoiato, della mia perplessità davanti al regalo che certe persone fanno nei confronti di altre e mi domando: come può un padre donare bellezza della propria terra alla persona che tratta senza rispetto e onore la propria figlia? Come si possono porgere fiori a chi sfodera artigli? Siamo arrivati davvero al punto di considerare normale certi comportamenti ignobili e degradanti solo perchè sono "meno peggio" di botte ed insulti? Credo si chiami sindrome di Sticcolpa e no, non la comprendo alla perfezione. Itendiamoci, so cosa sia e cosa comporta, ma non capisco come si possa trovarsi ingarbugliata in essa. Strano fatto, davvero. La osserva da lontano e cerco di comprenderla e non ci riesco e mi domando se siano i miei 25 anni che mi offuschino la mente e mi domando se anche io, all'età di 45 anni, sarò così: rassegnata ai miei cernefici..
Non lo so..

..per ora ricerco altro. Il midarè. Il suo significato per esempio, mi sfugge appena mi sfiora. E' una danza, è la perfezione, è bellissima.. è pensiero puro.

Perdonate gli eventuali errori di queste parole, non le rileggo.
Non lo rifaccio mai quando scrivo.

14 ottobre 2009

Leggetelo, tutti quanti..

http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_14/rodota-dopo-bindi_48e325a0-b884-11de-9ba8-00144f02aabc.shtml

.. e pensiamo un po' a quello che sta accadendo.
La mercificazione del corpo, ne ho paura.


13 ottobre 2009

Continuo a mandare CV ed ammetto con nervosismo..

La mattina vado in bicicletta con la ragazza Spagnola che lavora da me, è simpatica. Mi ha regalato dei limoni, perchè sono gentile con lei (che strano essere ringraziati per una cosa normale e comune.. o che almeno dovrebbe esserlo..)

Voglio un poncio, mi piace.

Vado a letto, ho davvero sonno..

08 ottobre 2009

Aria fredda sul corpo, la sento anche sul viso malgrado il casco. Non guardo il contachilometri, non m'importa e per questo penso che non potrei mai guidare una moto o non saprei mai qual'è il mio vero limite. Ma per ora c'è chi guida per me e và benissimo. El mundo està loco y yo estoy corriendo mas rapido..

05 ottobre 2009

L'acqua del mare era fredda (ma che importanza può avere? Fredda o calda che sia è sempre mare, è sempre immenso e la perdita di gravità rende la mia anima leggera) ed il sole caldo, davvero non avrei creduto di poter fare il bagno ad ottobre (riesco anche da abbronzarmi un poco, ho un lieve segno del costume sul petto).. anche il corpo della cavalla sotto di me è caldo, bollente (il suo collo contro il mio petto, sento i battiti del tuo sangue, sento il suo respiro, sento il suo odore e veramente mi rilassa) e lascio che mi porti con se. Mangio focaccia senza pensare alla quantità giusta o sbagliata per la mia dieta (il gatto bianco mi guarda con occhi verdi standomi vicino ma alla distanza giusta per non essere toccato, diabolica e bellissima creatura), all'ultimo decido di restare con M una notte (perfetta e folli quei 108Km/h. Folli davvero.) in quel posto incantato e m'innamoro della bellezza di una città di mare inghiottita dalla notte più nera e penso che vada tutto bene davanti ad un panorama del genere. Davvero la pace è dentro e non fuori ma... credo che vi siano panorami, luoghi e sensazioni dalle quali è impossibile non uscirne con il sorriso.

02 ottobre 2009

sebbene fossi stesa sul divano e non ad un comizio, davanti a questa vignetta di Vauro mi è partito l'applauso..