26 ottobre 2009

Giornate intense, giornate impegnative, giornate di sole e di cucina. Cucina servita e preparata da mani prima esperte e poi inesperte, per gustare in entrambi casi piatti di altre culture. Prima con A (la A con la macchina scassata della quale sono innamorata, che per sbucare dalla salita del parcheggio sottorraneo ha bisogno di una spinta a mano, che rimane aperta quando non deve e che possiede un impianto audio fai-da-te; la A che mi ruba i libri universitari in cambio di bizzarri consigli sulla vita sentimentale; la A che mangia fino a scoppiare restando sempre magra e che ride, ride di gusto con me ogni volta che il nostro occhio si posa su abiti troppo eleganti per noi due), al ristorante giapponese, per farle amare tradizioni e spezie delle quali ancora non è del tutto rapita; poi con M (il quale mi devo ricordare di non sfidare mai in cucina perchè sono sicura vincerebbe lui.. e non che questo mi dispiaccia particolarmente) per il quale ho riempito la mia vecchia ed usurata borsa di spezie e pietanze (e pasticcini, ma quelli li ho comprati lo ammetto.. mi piace preparare la colazione forse perchè è la parte della giornata in cui preferisco mangiare) per improvvisarmi (con soddisfazione aggiungerei, perchè sebbene cucinare non sia entusiasmante come creare in un laboratorio ammetto che procura soddisfazione, sopratutto quando si vede che all'altra persona la pietanza piace) una pseudo cuoca, alla ricerca di ricette della zia tra tabasco, banane fritte e risate, tante risate. Soddisfatto il palato in entrambi i casi, ma sopratutto l'anima..

..ora penso ad altre ricette, ad altri sapori..
..M mi ha promesso il polipo, A i brezzel in cambio dei miei gamberi col tabasco..
..intanto domani sera esco con L, per una serata in lingua spagnola.

Ho ripreso a studiare.. mi ero persa un attimo ma ora ho ripreso. E' necessario, sì lo è.

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