30 novembre 2009

Al caldo delle coperto, sotto il soffice cuscino, con la flebile luce del comò ieri sera, prima di lasciarmi cullare dalle braccia di Morfero, leggevo "non è un paese per vecchi"; questa mattina nel caldo dell'ufficio, con una tazza ci caffè bollente (ovviamente americano, con l'acqua scaldata al micronde e la tazza personale) ed il trucco che pesa sugli occhi leggo questo articolo e mi domando dove sia il confine tra a la narrazione e la realtà perchè la differenza è chiara: un paese per vecchi ed uno per giovani..

..voglio vedere le piramidi.

25 novembre 2009

Stamattina sono andata al lavoro in autobus, alla fermata ho ricordi di quando andavo a scuola, vedo susseguirsi le fermate e le persone che salgono e che scendono, penso a Londra, alla sua metropolitana e subito mi balza il pensiero che sebbene sia una città decisamente più grande della mia è anche più decisamente silenziosa: più persone sulla metro o per la strada ma che non parlano a voce alta, hanno gli occhi chini sui giornali e nelle orecchie il walkman, sorseggiano il caffè nel brix da passeggio ed a mala pena si accorgono del vicino.. qui c'è caos, rumore di clacson, vociare di gente..fastidioso quasi, eppure mi mancherebbero se non li sentissi. Torno alla realtà quando giro lo sguardo e vedo, dall'ambio finestrino dell'autobus, F. che, nel solito bar, alla solita ora, guarda i dolci e ne indica uno al barman.. F. mi manca, come mi mancano tutti loro in quell'ambiente universitario; lo so che non devo pensare troppo al passato, ai ricordi, ancorarmi ad esso, se non lo lascio non sarò mai pronta per il futuro; un futuro che bramo. Ed il presente? Di sopportazione. Devo imparare a scendere compromessi come si diceva ieri con M. davanti a cibi greci, essere accondiscendente anche quando si avrebbe voglia di urlare e scappare.. certo non sono scappata davanti a foglie di vite con riso, spiedini di pesce, feta, aromi speziati e particolari di cui non si riescono a capire i sapori, a carpirne fino in fondo le sensazioni ma che non possono non piacere.. guardo l'orologio e penso che alla sera manca ancora molto, troppo tempo (cit. "quello che non ho è un orologio avanti per correre più in fretta ed avervi più distanti.")

20 novembre 2009

Portate di sushi colorato, bocconcini con soia e zenzero, acqua e the verde, poi il freddo della notte, le vie della città marciate a passo svelto, una bottiglia di vino bianco nel calore del bar della piazza, bizzarri personaggi che cercano di esprimere concetti giusti e profondi ma annebbiati ed esasperati dall'alcool. Io e la mia amica P, alleggra e spensierata ragazza che sembra non avere problemi, che affronta ogni situazione col sorriso e che pare avere la forza d'animo di un esercito. Mi stima, dice. Io l'apprezzo molto ed invidio il sorriso solare che le invade sempre il viso sotto quei boccoli rossi. Persone particolari, persone buone, di quelle che se ne incontrano poche nella vita e che non bisogna lasciarsi scappare via.. (ndr.devo recuperare i miei orecchini)

11 novembre 2009

- un'intenzione che inizia con "ma, se" è già un'intenzione sbagliata ed il combattimento è perso -

09 novembre 2009

Tavolata lunga, quasi infinita, in cui vengono divisi bambini ed adulti ed in cui passano bottiglie di acqua e di vino (rosso, Otello. Mi ricordo il nome perchè mi piace, come nome, perchè il sapore è decisamente troppo forte)..torta fritta, salume, tortelli, torta, limoncino.. e poi sul palco con dietro i Beatles, con un Dj di circa 50anni, dagli occhi chiari e noi cinque che cantiamo, o per lo meno ci proviamo, urlando "simply the best" dedicandolo ai nostri maestri (siamo pretenziose come scelta delle note, ma il Dj ride dicendo di divertirci, di non pensare se siamo intonate o meno).. ridiamo, ci divertiamo sinceramente, semplicemente. Angelo mi si avvicina e mi bacia teneramente sulla guancia, come un padre felice di avermi ritrovato, si ferma a parlare con noi.. venerdì alleno io i piccoli, mi piace..

Pioggia che batte contro i vetri, contro una città assopita nel calore delle proprie abitazioni, freddo fuori e caldo sotto la trapunta tra cuscini rossi e pareti chiare..
E' arrivato l'inverno ormai ma gli spaghetti ai frutti di mare ricordano l'estate con sapori e colori..
.. e poi c'è l'aroma di caffè, fatto nella moka ovviamente.
Gli odori si espandolo veloci nell'aria. Ho quattro sensi..
..sapore - sale
..odore - misto a profumo, qualcosa che conosco e qualcosa che scopro, come se fosse una nuova essenza acquistata in profumeria. "Profumo", ricordo che quel libro mi era piaciuto molto
..tatto - prima velluto che scivola veloce, poi consistenza, poi tensione, poi nervi rilassati, poi di nuovo contratti. Ho esagerato con questo senso perchè ho lividi sul corpo, come negli allenamenti di karate che continuerei in eterno.. penso alla canzone dei Subsonica "il corpo è la barriera che si può violare"
..udito - televisione in inglese, pioggia che scende come, sì hai ragione, una tipica situazione Londinese.. Voci di persone che conosco: la mia, la sua e di persone che non conosco: gente per strada.. tonalità leggere, poi forti, poi normali, poi sussurrate
La vista non serve, i miei occhi sono nella mia mente.
Fà freddo fuori ma non lo sento, mi avvolgo comunque nella sciarpa ed aspetto l'autobus, con i capelli scompigliati ed il trucco ormai lavato via.. Siouxie And the Banshees nelle orecchie..

Oggi studio, di nascosto, come se fosse una cosa proibita ed aspetto.. aspetto che il telefono suoni e nella mente entra la canzone di De Andrè "quello che non ho è un orologio avanti per correre più in fretta e avervi più distanti".. comunque le lancette vanno avanti, questo mi sembra decisamente positivo.

05 novembre 2009

Non pensare..


..perchè non ti è richiesto farlo, non ti è concesso, è una cosa inutile, superflua e che anzi crea fastidio.


Agisci..


..come una macchina, perchè sei una macchina, sei un ammasso di fili organici e liquidi viscosi, hai solo input e output..

..ma non hai un cervello.


Non pensare, non essere curioso, non porti domande.


Fatti comandare.




..ho bisogno di respirare,



vi prego.

04 novembre 2009

Un sorriso, innocente come quello dei bambini al circo..Camicia bianca e leggera, pantaloni neri con bretelle, bombetta nera di stoffa con profili rossi, lunghi capelli biondi raccolti in un codino, viso bianco ed occhi pitturati di nero per lui; salopette arancione con qualche toppa colorata, maglietta bianca a maniche corte, capelli chiari nascosti da una bombetta, naso rosso ed occhi cerchiati di nero per lei. Clave e cerchi da circo. Giocolieri o forse clown, aspettano che le macchine si fermino al semaforo quando scatta il rosso e si lanciano in brevissime funamboliche movenze per poi passare a chiedere qualche soldo ai passanti; forse raccolgono qualcosa, forse no, ma si sorridono, si baciano sulle labbra e passano al semaforo successivo. Bizzarro e semplice spettacolo che si presenta davanti ai miei occhi in questa piovosa pausa pranzo, sono così belli e bizzarri che non possono non strapparmi un sorriso..

..il bianco del viso di lui mi fà ripensare alla luna di ieri notte, candida come la neve, luminosa come se fosse il sole stesso, grande e perfettamente rotonda come se l'avvero disegnata con il compasso. Fendeva le nuvole che si muovevano veloci su di essa, di colore grigio sotto un cielo nero pece.. bellissima luna in una bellissima città addormentata, in una piazza con una torre coperta da tralicci per il restauro, in un freddo non troppo pungente, con la persona giusta accanto pensando che, infondo, la brutta mattinata di ieri poteva dissolversi rapidamente. Infondo, pensandoci bene, qualsiasi cosa succeda certe cose rimangono sempre ferme, sempre certe.. come quella luna, come la bellezza nascosta nei gesti o nelle parole più semplici..

..il bianco della luna sarà su di me questa sera, con le parvenze del kimono ed il nero della notte sarà la mia cintura, le nuvole il mio animo che dovrò essere purificato da ogni pensiero perchè ogni movenza diventi una cosa sola con l'armonia..

Studio poco oggi perchè ho dormito poco questa notte ma và bene così. Infondo non è la quantità delle ore studiate, ma la qualità. E comunque ho fatto ricerca ed ho trovato queste parole:

Poi soggiunse:
"Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero' un segreto".
Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa".
E ritorno' dalla volpe.
"Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".
"L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo.
- il piccolo principe -

03 novembre 2009

Musica alta nelle orecchie con il walkaman nascosto tra i capelli, sciarpa spessa intorno al collo e gambe veloci sulla bicicletta, così osservo scorrere davanti ai miei occhi le persone e le case della mia città, come se fossi in un film, un film che si ripete tutte le mattine e che non mi stanca mai. Piante gialle e rosse che iniziano a perdere le foglie, profumo di caffè e di paste che esce dai bar, facce assonnate per strada..

..la cosa che adoro di più è vedere le persone con i lettori mp3 nelle orecchie. Non i ragazzini, per quelli è un must per distinguersi dai loro simili (ed invece sono sempre più simili tra loro), ma gli uomini e le donne ormai in carriera, vestiti bene e con la 24 ore in mano.. mi ricordano le persone sulla metropolitana di Londra..

..si parlava di confine tra volgare e provocante, un confine sottile davvero troppo. Una donna non deve obbligatoriamente essere vestita di sola carne per essere bella, per essere sensuale e per attirare gli sguardi maschili. E' troppo facile così, troppo banale.. provate a provocare con uno sguardo, con uno scialle nero ed un maglione a collo alto, con i pantaloni che non lasciano nemmeno immaginare gli autoreggenti, provate così.. oh no, non tutte ne sono capaci. Un decoltè in vista è troppo, troppo facile..

..inizio a pensare ai regali di Natale. E' presto lo so. Ma mi diverte, mi piace..

- caffè -

Ho un'ustione chimica sulla mano, ghiaccio secco. Chissà perchè non me ne dispiace più di tanto, mi ricorda perchè sto studiando così voracemente.