Un sorriso, innocente come quello dei bambini al circo..Camicia bianca e leggera, pantaloni neri con bretelle, bombetta nera di stoffa con profili rossi, lunghi capelli biondi raccolti in un codino, viso bianco ed occhi pitturati di nero per lui; salopette arancione con qualche toppa colorata, maglietta bianca a maniche corte, capelli chiari nascosti da una bombetta, naso rosso ed occhi cerchiati di nero per lei. Clave e cerchi da circo. Giocolieri o forse clown, aspettano che le macchine si fermino al semaforo quando scatta il rosso e si lanciano in brevissime funamboliche movenze per poi passare a chiedere qualche soldo ai passanti; forse raccolgono qualcosa, forse no, ma si sorridono, si baciano sulle labbra e passano al semaforo successivo. Bizzarro e semplice spettacolo che si presenta davanti ai miei occhi in questa piovosa pausa pranzo, sono così belli e bizzarri che non possono non strapparmi un sorriso..
..il bianco del viso di lui mi fà ripensare alla luna di ieri notte, candida come la neve, luminosa come se fosse il sole stesso, grande e perfettamente rotonda come se l'avvero disegnata con il compasso. Fendeva le nuvole che si muovevano veloci su di essa, di colore grigio sotto un cielo nero pece.. bellissima luna in una bellissima città addormentata, in una piazza con una torre coperta da tralicci per il restauro, in un freddo non troppo pungente, con la persona giusta accanto pensando che, infondo, la brutta mattinata di ieri poteva dissolversi rapidamente. Infondo, pensandoci bene, qualsiasi cosa succeda certe cose rimangono sempre ferme, sempre certe.. come quella luna, come la bellezza nascosta nei gesti o nelle parole più semplici..
..il bianco della luna sarà su di me questa sera, con le parvenze del kimono ed il nero della notte sarà la mia cintura, le nuvole il mio animo che dovrò essere purificato da ogni pensiero perchè ogni movenza diventi una cosa sola con l'armonia..
Studio poco oggi perchè ho dormito poco questa notte ma và bene così. Infondo non è la quantità delle ore studiate, ma la qualità. E comunque ho fatto ricerca ed ho trovato queste parole:
..il bianco del viso di lui mi fà ripensare alla luna di ieri notte, candida come la neve, luminosa come se fosse il sole stesso, grande e perfettamente rotonda come se l'avvero disegnata con il compasso. Fendeva le nuvole che si muovevano veloci su di essa, di colore grigio sotto un cielo nero pece.. bellissima luna in una bellissima città addormentata, in una piazza con una torre coperta da tralicci per il restauro, in un freddo non troppo pungente, con la persona giusta accanto pensando che, infondo, la brutta mattinata di ieri poteva dissolversi rapidamente. Infondo, pensandoci bene, qualsiasi cosa succeda certe cose rimangono sempre ferme, sempre certe.. come quella luna, come la bellezza nascosta nei gesti o nelle parole più semplici..
..il bianco della luna sarà su di me questa sera, con le parvenze del kimono ed il nero della notte sarà la mia cintura, le nuvole il mio animo che dovrò essere purificato da ogni pensiero perchè ogni movenza diventi una cosa sola con l'armonia..
Studio poco oggi perchè ho dormito poco questa notte ma và bene così. Infondo non è la quantità delle ore studiate, ma la qualità. E comunque ho fatto ricerca ed ho trovato queste parole:
Poi soggiunse:
"Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero' un segreto".
Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa".
E ritorno' dalla volpe.
"Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".
"L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo.
Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa".
E ritorno' dalla volpe.
"Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".
"L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo.
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo.
- il piccolo principe -
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