09 novembre 2009

Tavolata lunga, quasi infinita, in cui vengono divisi bambini ed adulti ed in cui passano bottiglie di acqua e di vino (rosso, Otello. Mi ricordo il nome perchè mi piace, come nome, perchè il sapore è decisamente troppo forte)..torta fritta, salume, tortelli, torta, limoncino.. e poi sul palco con dietro i Beatles, con un Dj di circa 50anni, dagli occhi chiari e noi cinque che cantiamo, o per lo meno ci proviamo, urlando "simply the best" dedicandolo ai nostri maestri (siamo pretenziose come scelta delle note, ma il Dj ride dicendo di divertirci, di non pensare se siamo intonate o meno).. ridiamo, ci divertiamo sinceramente, semplicemente. Angelo mi si avvicina e mi bacia teneramente sulla guancia, come un padre felice di avermi ritrovato, si ferma a parlare con noi.. venerdì alleno io i piccoli, mi piace..

Pioggia che batte contro i vetri, contro una città assopita nel calore delle proprie abitazioni, freddo fuori e caldo sotto la trapunta tra cuscini rossi e pareti chiare..
E' arrivato l'inverno ormai ma gli spaghetti ai frutti di mare ricordano l'estate con sapori e colori..
.. e poi c'è l'aroma di caffè, fatto nella moka ovviamente.
Gli odori si espandolo veloci nell'aria. Ho quattro sensi..
..sapore - sale
..odore - misto a profumo, qualcosa che conosco e qualcosa che scopro, come se fosse una nuova essenza acquistata in profumeria. "Profumo", ricordo che quel libro mi era piaciuto molto
..tatto - prima velluto che scivola veloce, poi consistenza, poi tensione, poi nervi rilassati, poi di nuovo contratti. Ho esagerato con questo senso perchè ho lividi sul corpo, come negli allenamenti di karate che continuerei in eterno.. penso alla canzone dei Subsonica "il corpo è la barriera che si può violare"
..udito - televisione in inglese, pioggia che scende come, sì hai ragione, una tipica situazione Londinese.. Voci di persone che conosco: la mia, la sua e di persone che non conosco: gente per strada.. tonalità leggere, poi forti, poi normali, poi sussurrate
La vista non serve, i miei occhi sono nella mia mente.
Fà freddo fuori ma non lo sento, mi avvolgo comunque nella sciarpa ed aspetto l'autobus, con i capelli scompigliati ed il trucco ormai lavato via.. Siouxie And the Banshees nelle orecchie..

Oggi studio, di nascosto, come se fosse una cosa proibita ed aspetto.. aspetto che il telefono suoni e nella mente entra la canzone di De Andrè "quello che non ho è un orologio avanti per correre più in fretta e avervi più distanti".. comunque le lancette vanno avanti, questo mi sembra decisamente positivo.

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